Comune di Parigi
Comune di Parigi
A 50 anni dalla scomparsa del compagno Danilo Mannucci, ricordiamo la sua figura e pubblichiamo uno scritto del figlio Giuseppe

Mannucci Danilo
“Non aduliamoci troppo tuttavia per la nostra vittoria umana sulla natura. La natura si vendica di ogni nostra vittoria. Ogni vittoria ha infatti, in prima istanza, le conseguenze sulle quali avevamo fatto assegnamento; ma in seconda e terza istanza ha effetti del tutto diversi, impreveduti, che troppo spesso annullano a loro volta le prime conseguenze. Le popolazioni che sradicavano i boschi in Mesopotamia, in Grecia, nell’Asia Minore e in altre regioni per procurarsi terreno coltivabile, non pensavano che così facendo creavano le condizioni per l’attuale desolazione di quelle regioni, in quanto sottraevano ad esse, estirpando i boschi, i centri di raccolta e i depositi dell’umidità. Gli italiani della regione alpina, nel consumare sul versante sud gli abeti così gelosamente protetti al versante nord, non presentivano affatto che così facendo, scavavano la fossa all’industria pastorizia sul loro territorio; e ancor meno immaginavano di sottrarre, in questo modo, alle loro sorgenti alpine per la maggior parte dell’anno quell’acqua che tanto più impetuosamente quindi si sarebbe precipitata in torrenti al piano durante l’epoca delle piogge. Coloro che diffusero in Europa la coltivazione della patata, non sapevano di diffondere la scrofola assieme al tubero farinoso (Scrofola – nome col quale fino all’Ottocento era conosciuta l’Adenite tubercolare – è una infezione delle ghiandole linfatiche del collo, con ingrossamento che porta alla formazione di tubercoli, causata dalla respirazione di aria contaminata da microbatteri. A lungo la superstizione popolare ritenne che la patata a causa dei suoi tubercoli bulbosi e irregolari che facevano pensare a qualcosa di deforme fosse responsabile di questa come di altre malattie contagiose (lebbra, sifilide ecc) tanto che, ad esempio, in Russia ancora nel XVIII secolo i contadini morivano di fame piuttosto che coltivare patate, ritenute anticristiane e addirittura immonde dal punto di vista sessuale in quanto si riproducevano per gemmazione e non per impollinazione. Queste superstizioni – successivamente smentite dallo sviluppo delle conoscenze mediche – ritardarono la diffusione della coltivazione della patata in Europa ndr). A ogni passo ci vien ricordato che noi non dominiamo la natura come un conquistatore domina un popolo straniero soggiogato, che non la dominiamo come chi è estraneo ad essa, ma che noi le apparteniamo con carne e sangue e cervello e viviamo nel suo grembo: tutto il nostro dominio sulla natura consiste nella capacità, che ci eleva al di sopra delle altre creatura, di conoscere le sue leggi e di impiegarle in modo appropriato”
Friedrich Engels-Parte avuta dal lavoro nel processo di umanizzazione della scimmia, 1876

Scritto nel maggio-giugno del 1876, come prima parte di un più lungo studio che doveva intitolarsi “Sulle tre forme fondamentali della schiavitù”, che Engels aveva promesso a W. Liebknecht per il giornale Volkstaat.
Il saggio non fu mai condotto a termine, ma la parte da cui abbiamo tratto questo brano fu pubblicata per la prima volta nel 1896, sulla rivista Die Neue Zeit.

Iniziative di solidarietà

Il Centro Filippo Buonarroti della Toscana sta sostenendo le iniziative dei Circoli Operai di Firenze, Pisa e Livorno
a favore delle famiglie più colpite dagli effetti sociali della pandemia in corso. Nella nostra attività di volontariato abbiamo potuto toccare con mano il crescente disagio dei settori meno garantiti nel mondo del lavoro. Non è un caso che molti dei nostri interventi sono stati diretti a donne giovani con bambini, che prima della pandemia svolgevano un lavoro (nero) nei settori della ristorazione o delle pulizie, a immigrati con lavori precari, ad anziani soli. Per dare una risposta immediata a questa situazione, abbiamo organizzato raccolte e consegne di generi di prima necessità, grazie anche alla disponibilità e alla generosità di centinaia di famiglie e di lavoratori. Stessa cosa per le iniziative rivolte ai bambini, con la consegna di centinaia di regali dopo una raccolta che ha dato risultati davvero importanti. Si contano a decine i volontari che si sono presentati spontaneamente per poter dare il loro contributo di tempo, idee, cuore ed energie che sono state determinanti per poter portare, oltre agli aiuti materiali, un po’ di umanità nei quartieri operai delle nostre città. E’ nostra intenzione continuare a sviluppare e rafforzare questo volontariato operaio anche quando questo virus sarà sconfitto perché pensiamo che sia necessario tenere alta la bandiera della solidarietà, in una società in cui le diseguaglianze e le ingiustizie tendono ad accentuarsi. Il Centro Filippo Buonarroti della Toscana chiede perciò ai propri amici, sostenitori e volontari di intensificare l’impegno nella crisi pandemica secolare, collaborando con i Circoli operai. Per informazioni telefonare al 3487673992.
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