Nelle celle della Casa dello studente di Genova, dove i nazifascisti torturarono i partigiani
Comune di Parigi
volantino

IL FUTURO DELL’EUROPA ? UN PO’ OSPIZIO, UN PO’ MUSEO… E UN PO’ GIAPPONE !

Uno degli articoli più significativi al riguardo è quello del demografo Gianpiero Dalla Zuanna sul Corriere di sabato 5 giugno 2021, il cui titolo era « L’immigrazione che ci aiuterà ». Prendendo spunto dalle Considerazioni del Governatore di Bankitalia, Visco, che prevedono una forte ripresa, Dalla Zuanna si pone la domanda fondamentale (che manca nel NGEU e nel PNRR…):

«… Il capitale umano di cui dispone l’Italia sarà in grado di sostenere questa nuova ripresa ? Le forze di lavoro potenzialmente disponibili saranno sufficienti per alimentare una robusta crescita economica ?

Dal punto di vista strettamente demografico , la risposta è negativa.

Nel prossimo decennio, ogni anno compiranno 65 anni 840.000 italiani, ossia i figli del baby boom, nati negli anni ’50 e ’60 del Novecento.

Nello stesso periodo, a saldo migratorio nullo, ogni anno compiranno 20 anni appena 570.000 giovani, i figli del grande calo delle nascite dell’ultimo trentennio.

Se non ci saranno migrazioni, il saldo negativo annuo sarà di 270.000 potenziali lavoratori. In realtà la carenza di lavoratori manuali sarà più drammatica…

Oggi, nell’Italia del Centro-Nord, il 50% dei lavori manuali a bassa qualifica, in tutti i settori , sono svolti da lavoratori stranieri…

Nel Recovery Plan non si parla mai di immigrazione nè di immigrati.

Eppure, i numeri della demografia mostrano che, per avere successo, il Piano non potrà fare a meno di centinaia di migliaia di nuovi lavoratori provenienti dall’estero, che andranno a costituire una parte consistente della Next Generation Europe. Questi nuovi arrivi dovrebbero essere regolati anche dalla legge, con realismo e umanità, e non solo dal mercato, come è avvenuto nell’Italia degli ultimi decenni. »

Queste affermazioni, inequivocabili e documentate, aiutano a capire il senso delle preoccupanti conclusioni a cui arriva uno degli storici anglosassoni più famosi, Niall Ferguson in una intervista a « LA LETTURA » del 23 maggio scorso.

Dopo aver osservato « L’Italia è un Paese con una popolazione che invecchia e che non sembra avere alcun desiderio di risolvere il proprio problema demografico con l’immigrazione », lo storico britannico conclude in modo sconsolato « L’Europa è destinata ad essere un po’ ospizio e un po’ museo », nonostante il NGEU…

Qualche piccola anticipazione di quello che sarà l’inverno demografico, in Italia e in Europa, possiamo vederla nella carenza di manodopera non solo nelle professionalità più elevate ma anche e soprattutto in quelle mansioni (braccianti, autisti, manovali, badanti, camerieri, saldatori, falegnami, elettricisti, ecc.,) per le quali è difficile immaginare un possibile reclutamento tra i giovani indigeni, i quali giustamente hanno altre aspirazioni, ben supportate in molti casi dai patrimoni familiari. Non a caso il Corriere del 2 giugno titolava a tutta pagina : « Fabbriche, campi, turismo e cantieri. Quando a mancare sono i lavoratori ».

Inutile sottolineare che le generazioni anziane patrimonializzate, oggi timorose dei migranti, saranno condannate a ritrovarsi con pensioni sempre più modeste e precarie, oltre che senza badanti…Il dibattito sul drammatico futuro delle pensioni è in corso in tutta Europa, a partire dalla Francia e dalla Germania !

A questo proposito può servire l’esempio del Giappone : si tratta del Paese che contende all’Italia il primato mondiale della denatalità e dell’invecchiamento, ma che si trova in una situazione peggiore dell’Italia perchè si è chiuso finora all’ingresso dei migranti. Il modello ideale quindi per prefigurare la vecchiaia di tutti coloro che vogliono cacciare i migranti o vogliono impedirne l’ingresso…

In un articolo del 2 giugno il corrispondente dal Giappone dell’Avvenire, Pio d’Emilia, raccontava la sorte che attende molti anziani giapponesi. Rinviando alla lettura dell’articolo, ci limitiamo a ricordare il titolo « Emergenza sociale. Nel Giappone con pochi figli gli anziani sono abbandonati ». Ancor più significativo il sottotitolo : « Lasciati soli nelle case di riposo, quando i parenti non pagano più le rette vengono « sfrattati ». E loro si lasciano morire di fame. Una moderna forma di senicidio ».

Nessuno potrà accusarci del fatto che, da marxisti inveterati, andiamo a cercare il pelo nell’uovo delle miserevoli contraddizioni del capitalismo : in Giappone siamo ai massimi livelli di sviluppo economico e sociale. Siamo all’apice dell’opulenza e della tecnologia ! Siamo perciò ai livelli massimi di quanto il capitalismo possa offrire (comprese le badanti-robot inventate proprio dai giapponesi… ).

Eppure ci viene da dire : se questo è il massimo che il capitalismo può offrire all’umanità, noi pensiamo che anche questa sia un’ottima ragione in più per lottare per una società migliore…


 Nelle celle della Casa dello studente di Genova, dove i nazifascisti torturarono i partigiani


Casa Studente

Comune di Parigi

Iniziative di solidarietà

Il Centro Filippo Buonarroti della Toscana sta sostenendo le iniziative dei Circoli Operai di Firenze, Pisa e Livorno
a favore delle famiglie
più colpite dagli effetti sociali della pandemia in corso. Nella nostra attività di volontariato abbiamo potuto toccare con mano il crescente disagio dei settori meno garantiti nel mondo del lavoro. Non è un caso che molti dei nostri
interventi sono stati diretti a donne giovani con bambini, che prima della pandemia svolgevano un lavoro (nero) nei settori della ristorazione o delle pulizie, a immigrati con lavori precari, ad anziani soli. Per dare una risposta immediata a
questa situazione, abbiamo organizzato raccolte e consegne di generi di prima necessità, grazie anche alla disponibilità e alla generosità di centinaia di famiglie e di lavoratori. Stessa cosa per le iniziative rivolte ai bambini, con la
consegna di centinaia di regali dopo una raccolta che ha dato risultati davvero importanti. Si contano a decine i volontari che si sono presentati spontaneamente per poter dare il loro contributo di tempo, idee, cuore ed energie che sono
state determinanti per poter portare, oltre agli aiuti materiali, un po’ di umanità nei quartieri operai delle nostre città. E’ nostra intenzione continuare a sviluppare e rafforzare questo volontariato operaio anche quando questo virus sarà
sconfitto perché pensiamo che sia necessario tenere alta la bandiera della solidarietà, in una società in cui le diseguaglianze e le ingiustizie tendono ad accentuarsi. Il Centro Filippo Buonarroti della Toscana chiede perciò ai propri amici,
sostenitori e volontari di intensificare l’impegno nella crisi pandemica secolare, collaborando con i Circoli operai. Per informazioni telefonare al 3487673992.

MENU